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 BIOGRAFIA

Fernando Botero Angulo nasce il 19 aprile 1932 a Medellín,
centro industriale e commerciale della provincia di Antioquía
situata nelle Ande colombiane. Botero ha due fratelli, David
(nato nel 1928) e Rodrigo (nato nel 1936). Suo padre,
David Botero (1895- 1936), venditore ambulante, utilizza muli caricati di sacchi per andare in zone inaccessibili. Alla morte del padre, Fernando ha appena quattro anni.
Come il padre anche la madre di Fernando, Flora Angulo
De Botero (1898 - 1972) è originaria di un piccolo paese
delle Ande.
1938 - 1949
Fernando frequenta la scuola primaria
e ottiene una borsa di studio
che gli permette di continuare i suoi
studi secondari nella scuola di Medellín.
Suo zio, appassionato di corride,
lo iscrive all'età di 12 anni ad
una scuola di tauromachia, che Botero
frequenterà per due anni. L'arena
è il soggetto principale dei primi
disegni di Fernando. La sua prima
opera è un acquerello, che raffigura
un toreador. Nel 1948 Botero
presenta al pubblico per la prima
volta il suo lavoro in una mostra
di opere di artisti della provincia
d'Antioquía a Medellín.
All'età di 16 anni, ancora studente,
comincia a disegnare illustrazioni
per il supplemento della domenica
di El Colombiano, il principale giornale
di Medellín.

In questa periodo la scuola di pittura
murale messicana, i cui principali
rappresentanti sono Diego Rivera,
David Alfaro, Siqueiros e José
Clemente Orozco, gioca un ruolo
fondamentale nella formazione
delle idee di Botero in materia d'arte.
I suoi grandi acquerelli di questo
periodo – come La donna piangente
(1949) – sono particolarmente
influenzati da Orozco. Fin dalla
sua prima infanzia, è molto affascinato
dall’arte precolombiana, così
come dalla luminosità degli altari dipinti
e dalle figure dei santi dello stile
latino-americano chiamato “barocco-
coloniale”.
È a partire dal 1948 che informazioni
sull’arte europea contemporanea
cominciano ad arrivare a Medellín;
prima di allora nella città non
era visibile alcuna pittura moderna.
Durante la guerra civile colombiana
– conflitto brutale e sanguinoso
che opponeva i liberali ai conservatori
reazionari – la giovane generazione
di intellettuali del Paese scopre
il lavoro di scrittori moderni come
Federico Garcìa Lorca, Pablo
Neruda, Miguel Asturias, e, soprattutto,
César Vallejo. Botero scopre
l’opera di Picasso in una storia dell’arte
moderna scritta dal critico argentino
Julio Payro.
I disegni di nudo eseguiti da Botero
per El Colombiano gli valgono
una nota di biasimo da parte del direttore
della sua scuola: poco dopo
viene espulso per aver pubblicato
nello stesso supplemento un articolo
intitolato “Picasso e il nonconformismo
in arte”.

1950 - 1952
Botero viene ammesso al liceo di
San José, nelle vicinanze della città
di Marinilla. Si mantiene realizzando
illustrazioni per i giornali e completa
la sua educazione secondaria
nel 1950. Dopo aver lasciato la scuola
lavora per due mesi come scenografo
con una compagnia teatrale
spagnola intitolata a Lope de Vega
che arriva a Medellín durante una
tourné in Colombia.
Nel gennaio del 1952 Botero si trasferisce
a Bogotá, capitale della Colombia,
dove immediatamente entra
a far parte del circolo d’avanguardia
che si riunisce al Caffè Automatica.
Fra i membri figura lo
scrittore Jorge Zalamea, già ambasciatore
del Messico, che era stato
amico intimo di Garcìa Lorca. Botero
e gli altri pittori del gruppo discutono
gli ultimi sviluppi dell’arte
e si interessano soprattutto all’astrazione.
Cinque mesi dopo il suo arrivo a Bogotá
si tiene la prima mostra personale
di Botero alla Galleria Leo Matiz;
in mostra venticinque acquerelli,
gouaches, disegni e oli.
Incoraggiato dalla vendita di alcune
sue opere trascorre nove mesi dipingendo
a Tolù, sulla costa caraibica,
e nelle isole del Golfo di Morosquillo.
I dipinti di questo periodo
riflettono l'influenza di Gauguin
e dei periodi blu e rosa di Picasso.
Nel ristorante Isolina a Tolù Botero
paga i suoi pranzi realizzando una
pittura murale, ancora oggi visibile.
Nel maggio 1952 Botero organizza
una nuova mostra alla Galleria Leo
Matiz, nella quale presenta alcune
tele realizzate nell’estate precedente.
Tre mesi dopo, il suo dipinto Sulla
costa (1952) gli vale il secondo
premio del IX Salone degli Artisti
colombiani, che si svolge presso la
Biblioteca nazionale di Bogotá. Il
premio di settemila dollari unito ai
suoi risparmi gli permette di viaggiare
in Europa. Nell’agosto del
1952, Botero acquista un biglietto di
terza classe su una nave in partenza
per Barcellona e viaggia con un
gruppo di artisti verso la città dove
Picasso aveva trascorso la sua giovinezza.
Successivamente il suo arrivo
a Barcellona ne riparte qualche
giorno dopo per Madrid dove è ammesso
all’Accademia di San Fernando.
Al Museo del Prado, scopre
le opere dei maestri spagnoli Velàzquez
e Goya che prende come modelli.
Botero, per incrementare le sue magre
rendite, dipinge copie dei grandi
maestri classi ci per i turisti. Come
lui stesso ricorderà più tardi:
“Tutti nell’Accademia tentavano di
sviluppare un proprio stile, però
tutto ciò che io volevo era imparare
la tecnica”. Subito dopo il suo
secondo soggiorno a Madrid, si reca
a Parigi. Meno interessato al modernismo,
è ugualmente deluso dall’arte
d’avanguardia francese che
vede al Museo Nazionale d’Arte
Moderna. Trascorre quasi tutto il
tempo al Louvre a studiare i maestri
classici.

1953 - 1954
Alla fine dell’estate, Botero va a Firenze
dove è ammesso all’Accademia
di San Marco. Nell’epoca in cui
i Macchiaioli conoscono loro primi
successi in Europa, Botero comincia
a lavorare alla maniera di un artista
del Rinascimento: più che
Velàzquez e Goya copia Giotto e
Andrea del Castagno. Nel corso dei
diciotto mesi seguenti, studia la tecnica
dell’affresco, e di sera la pittura
ad olio nello studio in via Panicale
che apparteneva al macchiaiolo
Giovanni Fattori. Il suo entusiasmo
per l’arte del Rinascimento è
ancora riacceso dagli scritti di Bernard
Berenson e dai corsi di Roberto
Longhi. Viaggia in moto attraverso
l’ltalia, visitando Arezzo (per vedere
i dipinti di Piero della Francesca),
Siena, Venezia, Ravenna, Roma e altri
centri storici dell’arte italiana.
Nella primavera del 1954 Botero visita
una mostra di pittura del Rinascimento
a Firenze dove sono esposte
opere di Piero della Francesca,
Paolo Uccello, Andrea del Castagno
e Masaccio. In uno dei suoi dipinti
più caratteristici di questo periodo,
La partenza (1953), i cavalli sono
ispirati a Uccello, invece l’atmosfera
misteriosa sembra mostrare l’influenza
di Giorgio De Chirico.

1955
A marzo, Botero ritorna a Bogotá.
Due mesi più tardi, espone alla Biblioteca
Nazionale venti dipinti, risultato
artistico del suo soggiorno a
Firenze. Questa mostra è un fiasco
e l’opera di Botero è fortemente
condannata dalla critica, la quale attinge
alle ultime tendenze del mondo
dell’arte parigino. Nessun dipinto
è venduto, Botero lavora occasionalmente
realizzando illustrazioni
per diverse riviste. A dicembre,
sposa Gloria Zea.
1956
All’inizio dell’anno, la coppia si trasferisce
a Mexico City, dove nasce il
primo figlio, Fernando. Mentre lavora
alla Natura morta con mandolino
(1957), Botero ha l’idea di modificare
la forma esagerandone il volume.
In Messico riesce a mantenersi
vendendo i suoi quadri.

1957
In aprile, Botero va a Washington
per l’inaugurazione della sua prima
mostra personale negli Stati Uniti,
organizzata dall’Unione Panamericana.
Durante la prima settimana
del suo soggiorno, visita diversi musei
a New York, dove scopre per la
prima volta l’espressionismo astratto.
Conosce Tania Gres, che aprirà
più tardi una galleria a Washington
e diventerà per lui un importante sostegno
finanziario e morale. A maggio,
Botero ritorna a Bogotá. Nel
successivo mese d’ottobre, riceve il
secondo premio nel X Salone colombiano,
per il suo dipinto Contrappunto.

1958
Nasce la figlia Lina. All’età di ventisei
anni, Botero è nominato professore
di pittura all’Accademia
d’Arte di Bogotá, posto che conserverà
per due anni. La sua fama aumenta
piano piano e numerosi sono
coloro che vedono in lui il più giovane
artista eminente della Colombia,
ci si rivolge a lui per illustrare
l'opera di Gabriel Garcia Marquez
intitolata Tuesday siesta. I disegni sono
pubblicati nel “El Tiempo”, primo
quotidiano della Colombia, e
sono oggetto di un articolo encomiastico
di Jorge Zalamea nella rivista
d’arte “Cromos”.
Per l’Xl Salone
colombiano, Botero sottopone
alla giuria, che in un primo tempo
lo rifiuta, quello che fino ad allora
era il suo dipinto più grande, intitolato
Camera degli sposi, libera interpretazione
degli affreschi di Mantegna
nel Palazzo Ducale di Mantova.
Davanti alla protesta provocata
nel mondo artistico di Bogotá e
sulla stampa per il rifiuto, la giuria
deve riconsiderare il suo verdetto e
decide ugualmente di attribuire il
primo premio a Botero. In ottobre,
la Camera degli sposi e l’opera intitolata
Il vescovo addormentato sono
presenti alla sua prima mostra presso
la Gres Gallery di Washington.
La mostra riscuote un grande successo:
quasi tutti i dipinti vengono
venduti già durante l’inaugurazione.
Lo stesso anno Botero partecipa all’esposizione
del premio internazionale
Guggenheim Museum di New
York.

1959
Al XII Salone colombiano Botero
espone L’apoteosi di Ramon Moyos,
un dipinto che raffigura il campione
nazionale di ciclismo. Nella sua
opera Nino de Vallecas Botero dà
un’interpretazione personale di
Velàzquez, che lui persegue in più
di dieci diverse versioni eseguite in
uno stile che ricorda l’espressionismo
astratto per la sua combinazione
di pittura monocroma e di pennellate
nervose.
 

1960
Da febbraio ad aprile Botero lavora
alla realizzazione di un affresco
commissionato dalla Banco Central
Hipotecario di Medellín. È la sua
unica opera di grande formato ad affresco.
Nasce a Bogotá il suo secondo figlio
maschio Juan Carlos. Un comitato,
che annovera tra i suoi membri il critico
d’arte colombiano Marta Trada,
seleziona Botero per rappresentare
la Colombia alla Seconda Biennale
messicana, ma la decisione scatena
una violenta contestazione che
sfocia in un protesta formale di Botero
e alcuni suoi amici. In ottobre
si reca a Washington per l’apertura
della sua seconda esposizione alla
Gres Gallery. I collezionisti che avevano
acquistato i dipinti pieni di colori
degli inizi rimangono sconcertati
di fronte alle serie Nino de Vallecas.
Per la terza volta Botero lascia la Colombia
e nonostante la sua situazione
economica poco fiorente e la sua
mediocre conoscenza dell’inglese si
reca a New York. Prende in affitto
un loft al Greenwich Village, all’angolo
tra via MacDougal e Third
Street. In quest’epoca l’espressionismo
astratto domina il mondo artistico
newyorkese. Nel momento in
cui la Gres Gallery chiude Botero
perde uno dei più importanti sostegni.
I lmatrimonio con Gloria Zea si
scioglie.

1961
In giugno la galleria El Callejan de
Bogotá dedica all’opera di Botero
una mostra che comprende vari dipinti
e dodici illustrazioni realizzati
per El Gran Burundùn Burundù
ha muerto di Jorge Zalamea. Su iniziativa
di Dorothy C. Miller, conservatrice
del Museum of Modern
Art, il museo acquista la prima versione
del Monna Lisa all’età di 12
anni il solo dipinto figurativo acquistato
in quell’anno.
1962
In novembre I contemporanei, prima
esposizione di Botero in una galleria
newyorkese, viene stroncata dai
critici.

1963
Mentre Monna Lisa di Leonardo da
Vinci viene esposta al Metropolitan
Museum of Art, il Museum of Modern
Art espone Monna Lisa all'età
di 12 anni. Botero trasferisce il suo
atelier nel Lower East Side.

1964
Botero sposa Cecilia Zambrano.
Il dipinto Mele vince il primo premio
al Salone Intercol dei giovani
artisti del Museo d'Arte Moderna
di Bogotá. Fa costruire una dimora
estiva a Long Island e prende in
affitto un nuovo atelier sulla 14 th
strada.

1965
Lo stile di Botero raggiunge la maturità
con La famiglia Pinzon. Le tonalità
pesanti spesso cupe delle sue
prime opere lasciano il posto a colori
decorativi e delicati come leggere
velature. Egli commenta cosi la
scelta dei suoi soggetti: “Nonostante
io abbia dipinto parecchi ritratti,
non amo lavorare direttamente con
dei modelli che ostacolano il mio stile
e mi privano della mia libertà, preferisco
essere completamente libero,
seguire la mia immaginazione”.
Botero studia l’arte di Rubens e dipinge
quattro quadri secondo gli ultimi
ritratti di Hélène Fourment .
1966
In gennaio Botero si reca in Germania
per l’apertura della prima
esposizione importante delle sue
opere in Europa, che si svolge allo
Staatliche Kunsthalle di Baden-Baden.
La mostra si trasferisce a Monaco
alla Galerie Buchholz. In settembre
la Galerie Brusberge di
Hannover espone una selezione di
dipinti. Tre mesi più tardi la sua prima
mostra in un museo americano,
Recent Works al Milwaukee Art
Centre, è oggetto di un articolo encomiastico
sul “Time”.

1967
Durante gli anni successivi, Botero
viaggia continuamente tra la Colombia,
l’America e l'Europa. Visita
l’ltalia e la Germania dove studia
l'arte di Dürer a Monaco e Norimberga,
da qui l’ispirazione per
Dureroboteros, serie di grandi disegni
a carboncino su tela sui quali
parafrasa i celebri dipinti del
maestro tedesco. Nello stesso periodo
Botero si interessa a Manet e
realizza diversi dipinti ispirandosi
a Le dejeuner sur l’herbe. Realizza
inoltre varie interpretazioni dai dipinti
di donne al bagno di Bonnard.
Spiegherà più tardi in un’intervista:
“Dopo secoli di colonialismo, noi,
pittori latino-americani, sentiamo
un bisogno particolare di trovare la
nostra propria forma di autenticità.
L’arte deve essere indipendente...
Io voglio che la mia pittura abbia
delle radici perché sono le radici
che danno un senso e una verità a
ciò che facciamo. Ma allo stesso
tempo, non voglio solo dipingere
dei contadini sudamericani. Voglio
dipingere tutto, soggetti come Maria
Antonietta per esempio. Ma
spero sempre che tutto ciò che faccio
sia ispirato dall’anima latinoamericana”.
1969
In marzo Botero espone una selezione
di dipinti e di disegni a carboncino
di grande formato al New
York Centre for Inter American Relations.
In settembre espone per la
prima volta a Parigi presso la Galerie
Claude Bernard.

1970
Il terzo figlio maschio di Botero, Pedro,
nasce a New York. I primi anni
della sua vita sono immortalati da
suo padre in una serie di dipinti. A
partire da marzo una mostra itinerante
di ventiquattro dipinti di Botero,
viaggia in vari musei tedeschi
tra i quali la Staatiliche Kunsthalle
di Baden-Baden, la Haus am Waldsee
di Berlino, il Kunstverein di
Dusseldorf, il Kunstverein di Amburgo
e la Bielefeld Kunsthalle.

1971
Botero prende in affitto un appartamento
al boulevard du Palais a l’Ille
de la Cité a Parigi e continua a dividere
il suo tempo tra Parigi, Bogotá
e New York dove si trasferisce in un
nuovo atelier sulla Quinta Strada.

1972
A febbraio Botero inaugura la prima
esposizione alla Malborough
Gallery di New York. Trasferisce il
suo studio di Parigi a rue Monsieurle-
Prince e acquista una casa per vacanze
a Cajica a nord di Bogotá, dove
trascorrerà d’ora in avanti una
parte dell'anno.

1973
Dopo tredici anni vissuti a New
York, Botero si trasferisce a Parigi
dove realizza le sue prime sculture.

1974
La prima retrospettiva di Botero si
inaugura in aprile a Bogotá con
opere del periodo 1948-1972. Suo
figlio Pedro muore all’età di quattro
anni in un incidente automobilistico
in Spagna e l’artista stesso
è gravemente ferito.
Dopo la morte di Pedro Botero riprende
frequentemente l’immagine
di suo figlio in molti disegni, dipinti
e sculture.

1975
Botero divorzia da Cecilia Zambrano.
1976
A seguito di una grande retrospettiva
della sua opera al Museo d’Arte
Contemporanea di Caracas Botero
si vede insignito della medaglia
Andres Bello dal presidente del Venezuela.
La Galerie Claude Bernard
di Parigi allestisce un’esposizione di
acquerelli e di disegni di grande formato.
Durante tutto quest’anno e il
seguente, Botero consacra tutte le
sue energie alla scultura; venticinque
sculture – un torso umano monumentale,
figure di gatti e di serpenti
– esplorano una vasta gamma
di motivi.
Sposa Sophia Vari.

1977
Per riconoscenza dei servizi resi all’arte
colombiana Botero è insignito
della Croce Boyacà dal governo
regionale d’Antioquía . Il museo di
Antioquía a Medellín apre una nuova
sala intitolata a Pedro Botero, che
contiene sedici opere donate da Botero
in memoria di suo figlio. In ottobre
la Galerie Claude Bernard
espone per la prima volta delle sculture
alla fiera di Parigi.

1978
Botero trasferisce il suo atelier parigino
negli antichi locali dell’Académie
Julian, rue du Dragon. Abbandonando
per un po’ la scultura,
ritorna alla pittura.

1979-81
Esposizioni itineranti presentano
l’opera di Botero in diverse località
del Belgio, Norvegia, Svezia e negli
Esposizione al museo di Baden Baden, 1970.
Retrospettiva al Sonja Henies Museum, Oslo, 1979. Botero con Pierre Levai e Marta Traba,
Washington, 1979, Hirshhora Museum.
Botero con Sophia Vari e Ernst Beyeler,
Basilea, 1981, © foto Dietman Schweider.
Esposizione al Museo d’Arte Contemporanea, Caracas, Venezuela, 1976, photo
Pascual De Leo.
170
Stati Uniti. La prima retrospettiva
americana organizzata da Cynthia
Jaffee McCabe nel 1979 si svolge nel
giardino di sculture all’Hirshhorn
Museum and Sculpture Garden di
Washington. La Galerie Beyeler di
Basilea organizza un’esposizione di
acquerelli, disegni e sculture. Botero
scrive delle novelle che illustra e
vengono pubblicate ne “El Tiempo”
nel 1980. L’anno successivo una retrospettiva
viene presentata a Tokyo
e Osaka e una esposizione di acquerelli
e disegni s’inaugura alla
Galleria Il Gabbiano a Roma.
1983
Il Metropolitan Museum of Art di
New York acquista Dance in Colombia.
Botero realizza una serie di illustrazioni
per Cronaca di una morte annunciata
di Garcia Marquez che appare
nel primo numero di “Vanity
Fair”. Apre un atelier a Pietrasanta,
famosa per la qualità delle sue fonderie,
dove trascorre d’ora in avanti
qualche mese all’anno per lavorare
alle sculture.

1984
Botero fa una donazione di un certo
numero di sculture al Museo Antioquía
di Medellín da collocare in
una sala specificatamente allestita.
Dona inoltre diciotto dipinti al Museo
Nazionale di Bogotá. Nei due
anni successivi dipinge quasi esclusivamente
scene di tauromachia.
Quale profondo conoscitore del
soggetto ha l’ambizione di diventare
il più importante pittore della
corrida, “cosicché quando si pensa
ai tori si pensi automaticamente ai
miei dipinti”.

1985
Alla fine di aprile la Marlboroug
Gallery di New York consacra una
prima esposizione dei dipinti di tauromachia
di Botero, venticinque
opere che rappresentano le diverse
fasi della corrida. Il Museo di Poncè
di Puerto Rico organizza una esposizione.

1986
A gennaio, il Museo d'Arte contemporanea
di Caracas allestisce
una retrospettiva di disegni eseguiti
da Botero nel corso dei quattro
anni precedenti.

1987
Altre retrospettive vengono presentate
a Monaco, Brema, Francoforte e
Madrid, poi in svariate città giapponesi,
compresa Tokyo. In dicembre,
l'esposizione su La Corrida, presenta
ottantasei oli, acquerelli e disegni al
Castello Sforzesco di Milano.

1988
La Corrida è trasferita al Castel dell’Ovo
a Napoli e all’Albergo delle
Povere di Palermo. Il Casinò di
Knokke in Belgio organizza una
retrospettiva.
1989
La Corrida continua il suo itinerario
in Venezuela al Museo d’Arte
di Coro e al Museo d’Arte Contemporanea
di Caracas. Una selezione
di sculture sono esposte alla
Fiera d’Arte di Los Angeles.

1990
La Fondazione Pierre Gianadda di
Martigny (Svizzera) allestisce una
retrospettiva di dipinti, disegni e
sculture di Botero. Le sue sculture
recenti vengono esposte alla
Marlborough Gallery di New
York.

1991 - 1992
Le sculture di Botero sono messe
in mostra al Forte Belvedere di Firenze
(1991), al Casinò di Montecarlo
(1992) e lungo gli Champs
Elysées a Parigi (1992), dove Botero
è il primo artista a essere invitato
ad esporre.

1993
Per la prima volta nella storia di
New York viene organizzata una
grande esposizione en plein air lungo
Park Avenue, uno dei più celebri
e prestigiosi boulevard del
mondo, per iniziativa del Public
Art Fund. Botero in New York
comprende sedici sculture monumentali
tra le quali Maternità, Donna
allo specchio, Gatto, Uccello,
Venere sdraiata e al Central Park
Adamo ed Eva.

1994
L’esposizione di sculture Botero a Chicago
si svolge lungo la Michigan Avenue
durante la primavera, l’estate e
l’inverno. Altre sculture sono esposte
a Madrid in contemporanea durante
l’estate. La mostra viene allestita lungo
l’elegante via Paseo de Recoletos
dove si trova la lunga “promenade
des musées” con i prestigiosi Museo
del Prado, Thyssen Bornemisza, Reina
Sofia e il museo di sculture en plein
air. Lo stesso anno Botero subisce un
tentativo di rapimento a Bogotá.
1995
A Medellín un bronzo monumentale
di Botero, Uccello, viene parzialmente
distrutto dall’esplosione di una
bomba. Ventisette persone vengono
uccise e altre ferite. Medellín diventa
il centro del traffico della droga e
Botero con Sophia Vari in una cena a Tokyo in occasione della sua retrospettiva,
1981.
Botero con il Matador Cesar Rincon.
1996 all’OEAS di Washington D.C.
Botero con Caroline de Monaco, XXXIII
Premio Internazionale d’Arte
Contemporanea di Montecarlo, 25 maggio
1999.
171
questo attacco terroristico è sicuramente
legato ad un conflitto interno.
Botero dona alla città un’altra scultura
di colomba destinata ad essere
piazzata a fianco dei resti mutilati
della prima. Egli spera che la sua città
natale esca un giorno dalla guerra
contro la droga e da questa violenza
endemica verso “la cultura, il lavoro
e la pace”.

1996 - 1997
Le sculture di Botero vengono esposte
in diverse sedi, oltre che al Museo
di Israele di Gerusalemme e di
Santiago del Cile.


1998
Una vasta esposizione itinerante di
dipinti e sculture, viaggia in America
Latina, toccando città come Montevideo,
Monterrey, Mexico e altre sedi.

1999
Botero espone trenta sculture monumentali
a Firenze sulla Piazza della
Signoria; sculture di piccolo formato
e dipinti vengono esposti nella
Sala d’Arme del Palazzo Vecchio.
Questa esposizione è particolarmente
importante dato che Botero
è il primo artista invitato ad esporre
in Piazza della Signoria. Le sue
opere sono esposte vicino a quelle
di artisti come Cellini, Giambologna
e Michelangelo.
2000
Botero dona una immensa collezione
d’arte a due musei colombiani,
uno nella capitale Bogotá, l’altro a
Medellín, sua città natale. Questa
collezione comprende più di duecento
dipinti, disegni e sculture e
cento opere di Picasso, Monet, Renoir,
Pissarro, Degas, Toulouse-Lautrec,
Matisse, Chagall, Mirò, Klimt,
Dalì, Henry Moore, Matta, Rauschenberg,
Schnabel, Stella e altri
ancora. Le collezioni d’arte dei musei
colombiani si incrementano e si
arricchiscono grazie a questa donazione.
A questo proposito, Botero
spiega: “Io mi ricordo che quando
ero giovane non c’erano dipinti originali
di artisti importanti in Colombia.
Dovevamo accontentarci di
riproduzioni in bianco e nero. Il
mio primo ‘vero’ quadro l’ho visto
a Barcellona”.

2001
La Città del Messico organizza a
San Ildefonso una grande retrospettiva
che copre cinquanta anni
della carriera artistica di Botero intitolata
50 anni di vita artistica.
Anche la Galleria Marlborough di
New York allestisce una grande mostra
durante la primavera. In autunno
Botero espone settanta delle
sue più importanti tele alla Moderna
Museet di Stoccolma e dieci sculture
sono dislocate lungo l’elegante
passeggiata sullo Strandvhägen.

2002
La città di Dinard in Bretagna organizza
una esposizione estiva di dipinti
e sculture: Botero a Dinard.
Espone inoltre al Arken Museum di
Copenaghen.
2003
Retrospettiva al Gemeente Museum
dell’Aja. Mostra di sculture monumentali
lungo il Canal Grande e dipinti
a Palazzo Ducale, Venezia. Parigi,
Opere recenti Museo Maillol.

2004
Parigi, Galleria Hopkins Custot,
Marmi e carboncini
Bogotà, Donazione di cinquanta
opere al Museo Nazionale di Bogotà.
Singapore, mostra di opere di sculture
monumentali al museo.

2005
Roma, Palazzo Venezia, Opere recenti.
Fernando Botero attualmente vive e
lavora a Parigi, Montecarlo, Pietrasanta
e New York.


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